
È uscito per l’etichetta Musica & Teste “Canzoni corsare”, di Daniele Mellani.
Il riferimento del titolo al Pasolini “corsaro” è esplicito e voluto. Per il resto, i rimandi del disco sono più letterari ed ideali che musicali: Gaber, Nietzsche, Lorenzo Milani...
Daniele Mellani scrive canzoni, con la rabbia desolata degli occhi ben aperti e con l’ansia di bellezza di chi malgrado tutto continua a credere nell’uomo e nelle sue potenzialità. Non vuole atteggiarsi a profeta, ma crede che una canzone possa essere molto di più di un intrattenimento più o meno raffinato. Ha letto da qualche parte che l’arte è una mano tesa, ed è perfettamente d’accordo: rifiuta l’appartenenza ad una tribù, e canta le sue canzoni come una mano tesa verso chiunque abbia voglia di un confronto.
Insieme a lui il “Segnale di Fuoco”, gruppo composto da Alex Fraleoni, Marco Genovese e Fabio D’Isanto.
In questo esordio discografico, coronamento di una storia decennale, propone dieci canzoni il cui filo conduttore è l’incontro/scontro tra l’urgenza della denuncia e la dolcezza della speranza, tra l’aceto delle macchine e dei loro suoni di sintesi e l’arcobaleno delle corde pizzicate e delle pelli percosse e dell’aria che danza nei flauti. Nuovo Giorno è energia di mandolino e percussioni che si rincorrono. Normale e La velocità del mondo, La coppia e Come porci, sono riflessioni rabbiosamente amare in cui l’elettronica lascia alla fine spazio a significative aperture acustiche. Canzone del vento senza nome è una cantilena antica. Canzone della giovane aquila, Stelle e Oltre la vostra porta sono rabbia e dolcezza, chitarra e flauto e archi e mandolino e percussioni e sonagli. Frammento, infine, è una piccola canzone d’amore, quasi sottovoce, che chiude con dolcezza il lavoro.