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IL DISCO
“Il Pipistrello” è l’opera prima di
Morena Burattini, una manciata di canzoni da lei composte assieme al
musicista nonchè produttore Luigi Piergiovanni. Un album d’esordio
di bellezza sorprendente con musiche ed arrangiamenti, oltre hai
testi, di una qualità e spessore artistico che non si trova qui in
Italia ad ogni angolo di strada.
L’album prende il nome da questo particolare animale che, come la
sua autrice, non ci vede ma che riesce comunque a muoversi bene nel
suo territorio, ed è scaltro e abile - un animale con cui Morena ha
quindi assonanze, ed anche perchè tutto l’album è stato inciso
sempre durante lunghe sedute in ore notturne.
Malgrado ormai lo sappia, non ci posso fare niente: chissà perchè,
ma continuo a fidarmi delle apparenze. Di fronte a dischi ed artisti
sconosciuti, giusto leggendone il nome, guardando il titolo o la
copertina ho subito una impressione che mi piacerà oppure no.
Spesso, anzi quasi sempre poi mi sbaglio, e l’impressione iniziale
cambia radicalmente dopo averli ascoltati. Di solito è un cambio in
negativo: ho magari leggiucchiato qualcosa, le apparenze sembrano
interessanti ma alla prova ascolto spesso rimango poi deluso. Nel
caso di questo disco, è invece successo
il contrario, fortunatamente: quando abbiamo
chiuso l’accordo per ospitare questo disco di Morena Burattini senza
averne sentito un pezzo mi sono sentito messo all’angolo, e avevo
paura di andare a pubblicare un album “moscio”, uno dei tanti
tentativi di giovani promesse che ci vengono proposti.
Invece no, messo sul piatto esprime canzoni con un sound che a me
piace molto, una sorta di elettro-pop stile fine anni ottanta di
stampo anglosassone che mi ricorda un poco una delle cantanti da me
più amate, Annie Lennox degli Euritmics, e poi Sinead O’Connor o
anche Dido.
Un bel disco. Sorprendente poi, sopratutto per quel che esprime la
scena musicale italiana attuale: non che manchi musica valida di
buon spessore artistico però è troppo spesso dominata da atmosfere
tristi, contorte o incazzose. Finalmente un album con un feeling
“positivo” e con un sottofondo di gioia e di speranza, senza per
questo scadere mai nel finto o superficiale.
Sin dalle prime tracce del disco infatti, si evidenzia un sound dal
sapore internazionale, con le ritmiche in primo piano, a sostenere
melodie molto particolari. Nei dodici brani che lo compongono ci
sono tutte l’emozioni raccontate, gridate e sentite da una giovane
artista che sa far vibrare la voce del cuore, a tratti graffiante, a
volte soul, a volte quasi soave e recitante come nel “l’aquila”,
forse il brano più particolare, dove l’aquila è una metafora per
afferrare questa vita che a volte ci scappa di mano.
Il disco si apre con “l’infinito”, brano dove basso e batteria
incalzano con un intro leggermente arabeggiante e Morena si fa
subito sentire colpendoci con il suo timbro vocale inconfondibile.
“Il Niente”, “Destino”, “Sento solo Rumore”, tracce con ritornelli
che arrivano subito alla testa e con delle ritmiche avvolgenti.
“Ultimo Hotel” quasi dance, non puoi che muoverti seguendo la
cadenza del tempo e delle liriche cantate da Morena.
Andando avanti il disco si fa più intimo con “Amore e Odio”, testo
sintetico ed efficace cantato come sempre con passione; e rimanendo
sempre in chiave intima con “Sola tra le Stelle”, alle prese con un
testo dal taglio cinematografico, Morena ci delizia ancora con una
grande prova. Il cd si chiude poi con “Considerato che”, un brano
pop molto orecchiabile senza comunque cadere nel banale.
Un album che si ascolta con estremo interesse: un album anche
“avanti”, musicalmente parlando, che ad ascolti approfonditi non
delude ma anzi rivela sempre nuove sfumature e che si infila nel CD
player più e più volte volentieri.
Oggidì, non è poco...
MORENA BURATTINI
La storia di Morena è simile a quella di tanti altri. Da un lato ci
sarebbe poco da raccontare: non è un nome famoso, anzi finora non la
conosce nessuno, è al suo primo disco. Non c’è quindi molto
materiale su cui costruire un racconto, né elementi per costruire
una sorta di sua agiografia, come si suole fare in questi casi.
Dall’altro la sua musica ed il suo disco sono belli, e anche se
queste cose parlano da sole, nel senso che bastano per qualificarla
e descriverla, il raccontare qualcosa di lei in tale contesto ha
senso proprio perché è una come tante altre, una di noi.
Morena ha 28 anni, e non fa parte dello show-business: di mestiere
fa altre cose. Ma ha una grande passione, la musica le scorre nel
cuore. Impara a suonare la chitarra, ma quello che la attrae
maggiormente è cantare. Prende lezioni di canto, ma fondamentalmente
il suo modo di cantare è “autoctono”, s’è sviluppato da sè, a modo
suo. Morena non ci vede, dalla nascita, e come talvolta succede in
questi casi, questo handicap si tramuta in un volano per sviluppare
una maggiore sensibilità e qualità in altre cose. Il suo mondo
interiore si popola quindi più di suoni che di immagini, melodie non
solo ripetute da quelle che ascolta ma nuove, che a poco a poco si
coagulano attorno a parole e frasi e diventano canzoni vere e
proprie.
Qualche anno fa, sarà stato il ’98, ascoltando la radio viene a
sapere che una etichetta discografica effettua delle selezioni di
voci nuove da portare a Sanremo e decide di provarci. Da qui il
fatidico incontro con Luigi Piergiovanni, manager e produttore
discografico della label Interbeat, che quell’anno si occupava
appunto delle selezioni per il festival: alla fine per tante ragioni
non dovute alla sua qualità artistica non andrà a San Remo, ma da
questo primo incontro nasce una liason artistica tra i due, con
Luigi che inizia a sviluppare ed arrangiare alcune delle tante
canzoni che erano ormai nelle corde (vocali) di Morena.
Come da ogni buon connubio che si rispetti, nascono due singoli,
composti da Morena, musicati da Piergiovanni e prodotti da
Interbeat: “Come sono io” e “Sento solo rumore”. I dischi vengono
molto apprezzati dalla critica, hanno una discreta diffusione in
radio e diventano anche sigle di alcuni programmi Rai ma malgrado
questo lei rimane ancora una sconosciuta al grande pubblico;
partecipa inoltre alla compilation “Ascoltare”, che la porterà nel
tour di promozione del disco a muovere i primi passi sul palco.
Nel frattempo affronta le cose di tutti giorni con una vitalità
commuovente ed una grande voglia di vivere: non si ferma davanti a
niente e per passione e forse anche per spirito di rivincita pratica
sport a livello agonistico: è campionessa italiana di nuoto per non
vedenti e partecipa ai campionati di sci alpino. Osservare il suo
approccio alla vita è sempre una lezione a tutti noi a cui tutto
sommato non manca nulla ma che ci lamentiamo spesso per le cose più
futili, non rendendoci conto di quanto siamo fortunati e del
potenziale che abbiamo da gestire...
Ma intanto le canzoni crescono dentro la testa, prendono forma e
vogliono venire fuori... Negli ultimi due anni le canzoni acquistano
la consistenza giusta. Nasce l’idea di fare un album intero: non
tanto come operazione a tavolino perchè si è deciso di fare da
grande la cantante, ma solo in quanto le sue canzoni, come tanti
frutti, sono ormai mature per essere assaggiate e portare piacere e
ristoro anche agli altri. Non è facile produrre oggi un disco, ma
Piergiovanni è un coraggioso, è creativo e ci crede: tuttavia sa
come va il mercato discografico in questo periodo e non sa bene come
riuscire a promuovere adeguatamente un disco, ed una artista, come
questo. Questa primavera l’incontro con Independent Music, ed ecco
che prende corpo il progetto di proporre il disco assieme alla
rivista. L’estate di quest’anno passa quindi in studio, ad incidere
e registrare, arrangiare e mixare suoni. Il risultato è questo album
“Il pipistrello”, che ormai avrete già messo nel vostro player del
CD ed assaporato.
Avrà successo? Morena diventerà una nuova Stevie Wonder o una Sinead
o’Connor italiana? Glielo auguro. Non ha all’intorno una macchina
crea-campioni: non ha il supporto dei potenti della musica che sono
in grado di imporre un nome o un disco con la forza dei propri
mezzi, investimenti e strutture. Lei ed il suo ambiente sono
semplici, puliti e l’atmosfera che si respira è quella di una sana
creatività e dell’entusiasmo e passione di fare le cose in cui si
crede e che piacciono, supportato da una struttura di grande
professionalità ed esperienza: la sua forza è la sua musica. Non
sono sicuro che questi siano gli ingredienti giusti per il successo,
ma lo sono sicuramente per fare di lei un’artista, per trasformare
una passione e melodie che erano nell’aria in un bel disco, di
quelli che si ascoltano più volte e volentieri.
Per chi ama la musica, questo basta e avanza: evviva Morena, e tutte
le altre morene che ancora devono portarci le ceste con i loro
frutti.
Apparizioni TV:
Girofestival 99' (RAI 3 - RAI INTERNATIONAL)
sigla "Punti di Svista" (RAI 2) |